Emergenze, lavori in quota, spazi confinati.

pubblicato da silvia il 11/04/2019 12:43 | 0 commenti
Il nostro lavoro spesso consiste nell'immaginare le emergenze e scrivere i piani e le istruzioni per gestirle.
Il fattore umano è importantissimo: quanti di noi hanno provato a vivere un'emergenza? Come ci siamo comportati? La paura può bloccare, e un addestramento base può non bastare per comportarsi in maniera efficace, anche nelle comunicazioni con i sistemi di soccorso.
Inoltre, i luoghi di lavoro sono a volte difficili da trovare (zone industriali senza numeri civici, toponomastica non aggiornata ...).
Vale la pena installare una APP promossa dalle regioni:
https://www.areu.lombardia.it/web/home/app-where-are-u
e suggerirne l'installazione ai lavoratori, soprattutto se di cantiere.

Se avviene una caduta dall'alto, interrotta dal corretto uso di sistemi anticaduta, sono disponibili al massimo quindici minuti (ma in realtà meno, per evitare qualunque conseguenza: cinque minuti) prima che avvengano pericolosi fenomeni di tipo cardiocircolatorio e ischemico che si chiamano "sindrome da sospensione inerte" o anche, più esplicitamente, "sindrome da imbrago" e che possono portare abbastanza rapidamente alla morte.

La scelta dei dispositivi salvavita non è banale (per questo è richiesta una formazione specifica per i DPI di terza categoria): in molti casi può essere indispensabile il kit salvavita portatile (proprio per scendere in autonomia dal punto di caduta trattenuta); vale anche la pena di acquistare gli imbraghi con dispositivo antishock, che aumentano (anche se non di moltissimo) il tempo a disposizione in caso di sospensione inerte.

E' necessario addestrarsi in continuazione per il primo soccorso: chiunque può imparare ad usare efficacemente le bande emostatiche (perchè bastano pochissimi minuti per morire dissanguati, se è colpita un'arteria principale; i mezzi di soccorso professionali potrebbero non fare in tempo); oltre agli obblighi di legge (corso di primo soccorso con cadenza triennale) è utile a tutti, come cittadini, sperimentare le tecniche salvavita disponibili, in attesa che arrivino i sistemi di soccorso professionali. Vale la pena organizzare brevi sessioni, ma molto pratiche e fattive, in qualunque azienda.

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